giovedì 28 agosto 2008
venerdì 22 agosto 2008
L'Arte della supremazia
Olimpiadi 2008: che dire....bravi sti cinesini, improvvisamente diventati artisti di ogni sport, anche i più impensabili...fosse vero....tolti i furti legalizzati di medaglie, che non hanno sconvolto nessuno, mi son, come sempre dilettato nel guardare la ginnastica artistica, arte che adoro, in particolare in versione femminile. Mi sogevano dubbi tipo "se i veri campioni siano finiti" poichè si tentano di costruire persone e personalità troppo sovracaricate di concentrazione e fisicità per vincere quella medaglia che altrimenti ti manda in crisi, in fallimento totale il morale . Mi mancava vedre quella fluidità, armonia e spontaneità del movimento corporeo, che fino a ieri caraterizzava questa nobile arte. Insomma , mancano i talenti veri....tolta la Rumena che ha fatto il culo alle cinesine, lei ha spaccato davvero.
Così per rifarmi gli occhi e rendere l'idea del vero "talento" , mi son riguardato il video sopra postato di Nadia Comanceci a Montreal 1976 dove ha preso 1 dei svariati 10 perfetti.
Motivo? Lo so che la Comaneci è come guardare Jordan o Maradona , ma trovo che quello che ha fatto lei sia irripetibile....la perfezione del movimento ed equilibrio corporeo portata ad arte estrema e con semplice naturalezza. Tanti ne parlano ma pochi della mia generazione l'hanno vista all'opera, io me la ricordavo a diapositive a Mosca 1980 e così, mi son fatto un giretto a vedermi le sue prodezze una per una....e ne ho postati 2...
Le Ferie Immaginarie

A parte il mio solito ritaglietto di 7gg in Svizzera, le ferie 2008 , come quelle 2007 e parte 2006 sono state puramente "immaginarie" al limite della schizzofrenia mistica dal rendermi quasi sicuro di aver viaggiato solo perchè ho visto un bel documentario TV ... Saltando l'elenco dei motivi che mi hanno inchiodato il culo al lavoro, ho avuto modo di sperimentare ancora una volta il cosa vuol dire vivere 1 mese in una gettata di asfalto vomitevolmente caldo , dove le uniche cose che incontravi per strada erano , la tua ombra, un'ombra de bianco , una palla di polvere che mi inseguiva, i Portishead nelle orecchie che ogni tanto fermavano le canzoni dicendomi "ou ciccio, xè massa caldo, stua l'aggeggio...." e tanti cinesi che rubavano medaglie in televisione (vedi prox post sopra).
Così il riempispazio locale diventa difficle ma alla fine , nella sfibrante noia estiva, ho avuto modo di ritrovare una persona che pensavo di aver perso per svariati motivi....Traghettando verso il Lido, cosa rara per me , ho gettato le ancore dal mio vecchio guru "Gigi" (non Gigi Syd ... ) persona dalla pura genovesità e di rara schiettezza....E' difficile rendere il senso di come ci si possa sentire nel ritrovare un vero amico e persona unica dopo anni, smbra un pò buffo, smielato, ma quando ti trvovi davanti un ometto di 51 anni che ti dice che gli sei mancato perchè nei suoi anni difficili sei stato una delle migliori persone che abbia incontrato da quando è sbarcato a Venezia, improvvisamente ti trovi in una situazione in cui rispolveri cose e valori che ai giorni d'oggi sembrano solo chiacchere o righe da libro e riviste...letto così fa anche ridere ma un paio di ore così mi han reso più felice di alcuni giorni di ferie....pecato solo che sia Sampdoriano! ;-)
Tanto per restare in tema Gigi (staltro stavolta, el teron....), la colonna sonora estiva è stata più che soddisfacente:
- Portishead , Album: Third .... spettacoloso
- Coldplay, Album: Viva La Vida .... comprato x rispetto ma soprendentemente notevole con ottime sonorità, tanto per confermarme che Syd-Gigi no capisse un casso de musica, ahahahah
- Lamb, Almbum: What Sound ... eccezzzzzionale
- Jhonny Cash, Album : American IV ... superfluo ogni commento
martedì 15 luglio 2008
Muppets forever....
Thanks to Waldo per l'ennesimo assit....origine di una canzone mito con video devastante!
lunedì 14 luglio 2008
Macchina per Trip-Hop
Dopo un periodo di sosta che pochi hanno notato...si rimette in moto il cervello del Trip-Hop...I Portishead , sempre con il loro stile semplice, geniale ed espresso dalla melodico-ipnotica voce di Beth Gibbons , tornano a dire la loro nel panorama musicale....e per nostra fortuna!
Dopo i capolavori "Dummy" , "Portishead" e "PNYC" (noto come Roseland NYC) arriva finalmente "Third" e il loro video "Machine Gun".... Irraggiungibili ...
mercoledì 9 luglio 2008
Santa Marta Playground....

Il "playground" di Santa Marta ha sempre avuto un fascino particolare rispetto ad altri campi e l'ingresso nella "zona proibita" tramite il vecchio ponte di legno ne era una sorta di riassunto. Fondamentalmente il ponte divideva Santa Marta dal resto di Venezia e una volta varcatolo per giocare, si entrava in un mondo un pò particolare....I tempi erano quelli delle adidas top-ten che spopolavano, del pallone Mikasa a 3 colori (bianco-rosso-blu) e delle magliette monocolore...il mercato NBA stava appena cominciando a sbarcare in laguna. Spesso portare troppi palloni era un pò pericoloso, si rischiava di parcheggiarne 3 in un angolo e trovarne 1 a fine partita , idem con le prime felpe Lakers o di qualche buona marca....perciò spesso si "scampanellava" casa Epis e il buon Jacopo scendeva con la palla sotto braccio per iniziare la partitella....quando ancora usava le scarpe per giocare e non le ciabatte! ;-) Jacopo era il vero proprietario del campo in ogni senso, sia per la vicinanza da casa (penso che una volta abbia segnato anche dalla finestra di camera sua.....) sia perchè conosceva ogni centimetro del cemento riscaldato del rettangolo cestistico di Santa Marta. Qui ci si radunava prevalentemente con altri giocatori del U.S. Basket Carmini ma qualche volta si era costretti ad accettare, senza obiettare, qualche colorito amante del basket della zona, di quelli che se la partita è punto a punto, fai vincere lui per salvaguardia fisica....Penso che in questo campetto io abbia giocato in ogni orario, anche nei più assurdi, dal mattino, alle due del pomeriggio estive sotto il candelotto del sole, alla sera in notturna quando i Carmini organizzarono una sorta di torneo da campetto, qui vigeva la vera regola "chi vince rimane" o più spesso "chi prima arriva.....ci rimane quanto gli pare" accettando chi di suo gradimento.
Il fascino di Santa Marta stava nel giocare davvero in strada, con persone che ti camminavano a fianco e persone che ti guardavano dalla finestra di casa a 2 metri ridendo mentre correvi a salvare il pallone che quasi finiva in canale...Questo playground ogni tanto lo vado ancora a trovare per 2 tiri, visto che ho amici che abitano in quella zona, è un piccolo salottino del basket tra le case di Venezia, dove praticamente , ci ho visto crescere l'albero che ad oggi ti impedisce ogni tiro da fuori dal lato sinistro del campo.
venerdì 27 giugno 2008
San Giobbe Playground.....

Stimolato dal buon Pariglia, assessore tascabile del basket de "noattri" , faccio un salto nel passato per un tuffo nei playground veneziani....Il mio basket da "strada" è sempre stato quello del patronato di San Giobbe, dove per anni ho anche militato nella stessa società sportiva assieme a personaggi che ancora oggi sono conosciuti nell'ambito del nostro basket, come Matteo Moretti (Giants Marghera ,Castelfranco ) , Francesco Barbieri mio ex-coach e oggi capo istruttore arbitri e il coach della mia ultima stagione , Giorgio "Toro" Dei Rossi.
Il playground Veneziano, per forza di cose , era diverso da quello di qualsiasi altra città, qui la gente si sfidava nei patronati e non nei campetti di qualche Parco; spesso si era adirittura costretti ad assistere a qualche Messa in Chiesa per avere il benestare per giocare .
Non c'erano appuntamenti da darsi o giorni fissi, in qualsiasi momento si arrivasse ai piedi del Ponte dei Tre Archi, si sentiva già il rumore del pallone e qualcuno era alla porta a vedere chi voleva entrare per giocare...solo dopo una certa ora scattava la fascia tabù per molti, dove giocava solo chi "sapeva giocare" o meglio, giocava chi era "Padrone del campo".
Chiavi in mano dal Prete e via, fino a che non spariva il sole.
Molti giocavano in Jeans , scarpe scomode , senza maglia per non sudarla oppure, quando faceva freddo, si giocava comunque in maniche corte...a San Giobbe non esistevano le maniche lunghe se non per chi veniva da fuori, ma questa è un'altra storia.
Le comodità erano ininfluenti, niente abbigliamenti da americani o gatorade nello zainetto, solo il proprio pallone e la regola niente parolacce o bestemmie o eri bandito dal campo...almeno ci si provava...
Scelto il pallone e fatte le squadre , prendeva forma un basket tutto suo, dove spesso anche i più bravi delle varie squadre di club erano impacciati , dove chi pensavi non sapesse giocare ti faceva un mazzo tanto, dove dovevi conoscere ogni crepa del cemento , dove le regole erano improvvisate: nessuno chiamava passi o tre secondi, quelle erano regole da signorine, i contatti fisici erano stimolanti e i segni sulle ginocchia o sui gomiti ti rendevano uno con le palle.
Partite ai 51...no aspetta ai 71....no facciamo ai 101....si giocava fino a quando le condizioni erano impossibili , la pioggia , il vento, il freddo gelido , non erano problemi di nessuno a San Giobbe.
I ricordi più divertenti, quando si giocava nello stesso campo del San Giobbe basket che era quasi un campo secondario, erano quando la palla rimbalzava oltre il muro e finiva in canale....via un'asciugata e si riparte o quando finiva oltre la rete nel giardino della signora che ci amava/odiava quasi attendendo la scampanellata per rifarci dare la palla , strappandoci qualche promessa di star buoni, una spesa all'alimentari vicino o a qualcuno rifilando anche una mezza sberla in testa.
Spesso i compagni di "campetto" ci venivano a vedere quando giocavamo il campionato e a fine gara ti sentivi dire "dai movite che te speto de là che femo 5 vs 5 coi fioi" , trovando a volte più gente a vederti giocare la che in campionato e qualche povero ragazzo che ti chiedeva sempre "quanto ve manca? quante partie dové far?" , le risposte ovviamente non serve scriverle.
Quel piccolo strano rettangolo di cemento mal gettato è uno dei più bei ricordi di quegli anni, quasi senza tempo, dove ho conosciuto un sacco di gente fortissima, alcuni strani, alcuni impossibili da marcare solo la dentro, alcuni che non sopportavo di solito ma che rispettavo in quel campo, era un vero playground dove, alzata la palla a 2, eravamo tutti uguali.
Certo i numeri non mancavano, come le entrate folli di Sandro Santini, i tiri di tabella di Paolone Rossit, le guerre tra Simone Mauro e suo fratello Daniele , le partite dei cosiddetti grandi a cui eri invitato e dove trovavi molti della Prima Squadra del San Giobbe, come Marco "Pippo" Filippi , Stefano Calzolari, dove a volte veniva a farsi 2 tiri anche il mitico e compianto Renzo "Nico" Fontanelli, e i tanti , troppi, palloni finiti sul tetto della Chiesa calciati da qualcuno incavolato per un canestro annullato.
A volte quando mi cade l'occhio su qualche vecchia cicatrice, rido per i ricordi ma me li tengo anche stretti...spero che molti ragazzi d'oggi possano avere un giorno un segno da ricordare con questa intensità, che abbiano leggende di giocatori mai più visti nè sentiti da raccontare, perchè spesso sono più reali di quel che si pensa, anche se le ricordi solo tu e altri due.
Cekk
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